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13 storie inospitali

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Ancora oggi le sue pagine sono sempre più numerose dei suoi lettori. Ma il costruttore d’organi, questo grande eretico e solitario delle lettere tedesche rimane, con Döblin e Musil, tra i fondatori dell’epos moderno

13 storie inospitali

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Titolo 13 storie inospitali
Sottotitolo Ancora oggi le sue pagine sono sempre più numerose dei suoi lettori. Ma il costruttore d’organi, questo grande eretico e solitario delle lettere tedesche rimane, con Döblin e Musil, tra i fondatori dell’epos moderno
Autore Hans Henny Jahnn
ISBN 9788889312599
Editore Lavieri Editore
Pagine/durata 192
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Dettagli

Il volume, uscito nel 1954, racchiude un’autoantologia di testi scelti dai suoi romanzi, con prelievi da Perrudja e dallo sterminato Fiume senza sponde. Queste narrazioni affondano nel pozzo delle nostre ossessioni, attraversate come sono da choc irrazionali e pulsioni amorose. La rielaborazione dei racconti è durata un quarto di secolo, ed essa rappresenta - con il suo tour de force stilistico - la guida ideale a uno dei maggiori enigmi costruttivi che la letteratura in lingua tedesca ci ha consegnato. «Apparse presso Rowohlt nel 1954, le 13 storie inospitali chiudono il cerchio delle opere narrative di Hans Henny Jahnn. Questi torsi di prosa ritagliati da Perrudja (1929) e dallo sterminato corpo di Fiume senza rive (1949-61) affidano alle carte una costellazione minima dei temi e delle ossessioni dell’autore. Baedeker di Atlantide, canzoniere ultimo e, insieme, per la sua natura testamentaria, maschera funebre dello stesso Jahnn, le Storie rappresentano l’ideale viatico a un continente inabissato. Al discrimine tra sogno e mito, i racconti sono governati dalla follia e dal doppio, dall’eros e dalla morte, dall’amore fra consimili e consanguinei: un soffio tragico attraversa perennemente la natura, questa macchina fatale. Le invarianti del potere e della guerra di ogni tempo, l’urlio del mondo, risplendono in tutta la loro terribilità, così come la resistenza e lo scacco perpetuo nei confronti della Zivilisation, ovvero del «cannibalismo, travestito da ordine civile, della ratio» (F. Masini). Il manierismo magico di Jahnn – campo in cui si trovano combinate le forze scatenanti dell’Espressionismo – gemma tredici "leggende spietate" dove l’elemento fantastico e perturbante reca lo stigma di una narrazione arcaica e intemporale, preluterana. Ancora oggi le sue pagine sono sempre più numerose dei suoi lettori. Ma il costruttore d’organi, questo grande eretico e solitario delle lettere tedesche rimane, con Döblin e Musil, tra i fondatori dell’epos moderno.» (D.P.)