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Eleazaro Oldoni

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Una nuova scoperta per il Rinascimento a Vercelli

Eleazaro Oldoni

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Titolo Eleazaro Oldoni
Sottotitolo Una nuova scoperta per il Rinascimento a Vercelli
Autore a cura di Vittorio Natale
ISBN 9788863736571
Editore Sagep
Pagine/durata 136
Spedizione immediata

Dettagli

Chi era Eleazaro Oldoni? Eleazaro, un nome curioso che si lega a una dinastia di artisti milanesi giunti a Vercelli nel Quattrocento, ben documentata ma con poche opere ancora presenti sul territorio. Fino ad oggi il nome di Eleazaro era riferito a una sola opera certa: una piccola Natività firmata, in collezione privata, che per la prima volta è esposta al pubblico in questa mostra. Spetta a Vittorio Natale la costruzione di un ridotto ma prezioso corpus di opere a lui attribuibili grazie al recente ritrovamento di un’altra preziosa anconetta double-face che reca tracce di una firma. Il percorso, ospitato non a caso al Museo Borgogna, permette di inserire la selezionatissima serie di opere all’interno di un contesto unico per la pittura vercellese. Per la prima volta è proposto il confronto con il codice membranaceo degli Statuti di Vercelli. Trova così conferma l’attribuzione ad Eleazaro delle preziose miniature che ne decorano alcuni fogli. Il pittore e miniatore assume un ruolo di protagonista a Vercelli tra la fine del Quattro e l’inizio del Cinquecento. I documenti, che lo dicono originario di Milano, attivo a Vercelli tra il 1478 e il 1514, fratello di altri pittori e padre del ben noto Boniforte, testimoniano di commissioni di primissimo piano, anche se perdute: l’altare maggiore della basilica di Sant’Andrea nel 1480, ad esempio, e nel 1496 il completamento dell’ancona della cappella di San Michele in Santa Maria Maggiore, lasciata interrotta da Ludovico De Donati. La pittura di Eleazaro è caratterizzata dai panneggi scheggiati di derivazione ferrarese e dalle preziosità luministiche di ispirazione fiamminga, espresse attraverso una grafia minuta, precisa e preziosa. Una corrente della quale andrà valutato a fondo l’impatto non solo sulla formazione di pittori come Defendente Ferrari e, forse, Gerolamo Giove- none, ma anche sullo stesso Martino Spanzotti, nel cui percorso si assiste a un improvviso accendersi di interesse per spigolosità nordicizzanti.