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Fatti di camorra

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Dagli scritti giornalistici

Fatti di camorra

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Titolo Fatti di camorra
Sottotitolo Dagli scritti giornalistici
Autore Giancarlo Siani - Prefazione Roberto Saviano
ISBN 9788899392062
Editore IOD Edizioni
Pagine/durata 208
Spedizione immediata

Dettagli

In occasione del trentesimo anniversario della morte di Giancarlo Siani, giovane giornalista napoletano, ucciso dalla camorra il 23 settembre del 1985, la Iod Edizioni, in collaborazione con l’Associazione Culturale Giancarlo Siani e con la famiglia Siani, propone al grande pubblico una selezione degli articoli di Giancarlo, circa una settantina, in un volume più agile dell’opera omnia Le Parole di una vita, che li raccoglie tutti, ben 651. Il titolo è Fatti di camorra. Dagli scritti giornalistici di Giancarlo Siani. Si è pensato, come racconta Paolo Siani, nella sua postfazione, di riproporre gli articoli giornalistici che sono costati la vita a Giancarlo. «Sì, avete letto bene: gli articoli che gli sono costati la vita. È possibile che chi scrive di certi argomenti, chi vive in certi contesti, paghi con la vita per quello che scrive. Qui è possibile. [...] Giancarlo è diventato in questi anni il simbolo di tutti i precari dell’informazione, spesso voci fuori dal coro, che allora come oggi, senza garanzie, raccontano le notizie più scomode e scarpinano per trovarle, percorrendo strade impervie, spesso solitarie, come solitaria era quella di Giancarlo. Basta sfogliare i giornali dell’epoca per rendersene conto». Il libro Fatti di camorra è stato ideato e progettato per consentire ai più giovani di leggere questi articoli; lo scrive, con grande acutezza intellettuale, Roberto Saviano nella sua prefazione: «Giancarlo Siani era stato ammazzato per aver scritto. Ed ecco allora la necessità di ripubblicare oggi, per il trentennale della morte, i suoi articoli. Rileggendoli ci si accorge subito che il giornalismo di Siani era molto lontano dalla cronaca di oggi: in questo libro sono contenuti gli articoli di un giornalista che non mira al gossip, non riduce l’informazione a mero gioco dello scoop, non vuole punire né delegittimare, non accusa sulla base di pochi semplici indizi. E la sua bravura non deve essere giudicata con il rimpianto del ragazzo ucciso, non ha bisogno di essere soppesata dall’indulgenza. Al contrario, leggi i pezzi di Siani e pensi: questo era il giornalismo locale dell’epoca? E ora? Ora tranne poche eccezioni, si tratta di un giornalismo superficiale, ciarliero, fatto di mattinali di questura o di slanci estrosi che hanno come unico scopo quello di compiacere politici, imprenditori, talvolta anche criminali. [...] Rileggere i suoi articoli oggi significa trattare Giancarlo Siani non come un simbolo immobile dell’anticamorra, ma come il promotore presente e attivo di un’idea, quell’idea che era diventata il suo stile di vita, fatta di ricerca, informazione, approfondimento. Giancarlo Siani aveva capito che sono queste le armi più forti che abbiamo contro le mafie, armi che le mafie temono più delle manette, più del carcere. Leggere questi articoli significa ridare al lavoro di Siani la dignità che troppo a lungo gli è stata tolta. Leggerli significa tenere in vita Giancarlo e il suo esempio, non solo il suo ricordo».