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IL VOLO DI PERSEO

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Bambini e adulti verso un'ecologia dell'educazione scientifica

IL VOLO DI PERSEO

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Titolo IL VOLO DI PERSEO
Sottotitolo Bambini e adulti verso un'ecologia dell'educazione scientifica
Autore Marcello Sala
ISBN 9788884341105
Editore Edizioni Junior
Pagine/durata 304
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Dettagli

Il volume documenta una ricerca sul pensiero dei bambini. L’ipotesi sottostante è che i bambini non pensano “meno” degli adulti ma, diverso, pensano “complesso”. Le tematiche affrontate hanno a che fare con l’area della “complessità: il rapporto tra conoscenza e vita, il linguaggio come caratteristica del vivente, il rapporto tra realtà conoscenza e linguaggio, l’epistemologia, il rapporto tra percezione e rappresentazione, il linguaggio che parla di oggetti e il linguaggio che parla di relazioni, la differenza tra complicato e complesso, la relatività dei punti di vista, la scienza come descrizione, l’integrazione dell’osservatore nella descrizione... Dalla ricerca l’autore ricava che: – il pensiero dei bambini è collettivo, ovvero la conversazione è un sistema vivente, un luogo dove si co-costruiscono conoscenze situate; – il pensiero dei bambini è evolutivo, perché procede per tentativi ed errori, variabilità e selezione; – il pensiero dei bambini è “per storie”, è adeguato, quindi, a descrivere la natura in quanto prodotto contingente di una evoluzione; – il pensiero dei bambini è complesso; funziona su relazioni e non su oggetti, è in grado di differenziare e integrare diversi piani di discorso, è in grado di andare oltre la logica del “tertium non datur”; – il pensiero dei bambini è epistemologico, perché è consapevole del proprio funzionamento, e capace di riflettere sopra se stesso: è quindi metacognitivo e critico. Per queste sue caratteristiche il pensiero dei bambini è più adeguato ad affrontare il problema della scienza, che è problema della politicità della scienza nel confrontarsi con il rapporto contraddittorio tra progresso ed ecologia. Ne deriva sul piano dell’educazione che il problema non è di insegnare scienze ai bambini ma di ascoltare quanto il loro pensiero complesso è in grado di elaborare sulla complessità del mondo: l’ascolto non è solo una dimensione etica (democrazia, rispetto dell’identità…), ma una pedagogia efficiente, che richiede un suo dispositivo materiale. Questo dispositivo risponde più a una strategia che a un metodo perché assume i bambini non come macchine banali input-output, ma come sistemi capaci di auto-organizzazione. Si superano pertanto le separazioni soggetto/oggetto, psicologia/sapere disciplinare, creatività/trasmissione.