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Perugino, Crivelli, Giaquinto

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Dai Monti Azzurri all’Adriatico

Perugino, Crivelli, Giaquinto

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Titolo Perugino, Crivelli, Giaquinto
Sottotitolo Dai Monti Azzurri all’Adriatico
Autore a cura di Stefano Papetti
ISBN 9788863736007
Editore Sagep
Pagine/durata 64
Spedizione immediata

Dettagli

La città di Senigallia è stata nel corso dei secoli un centro di grande smercio anche di opere d’arte in occasione della ri- nomata fiera dedicata a sant’Agostino che annualmente richiamava mercanti ed appassionati da ogni angolo d’Eu-ropa del Nord e dell’Est. Senigallia torna ad accogliere i capolavori di alcuni grandi maestri che nel corso dei secoli hanno contribuito ad arricchire i centri adriatici con le loro opere, animando quella che Federico Zeri e Pietro Zampetti hanno ribattezzato “cultura adriatica”: questo complesso processo di osmosi figurativa che ha accomunato le esperienze artisti- che delle due sponde, sarà illustrato attraverso una selezione di opere provenienti dalla Pinacoteca Civica di Montefor- tino e da altre istituzioni legate alla rete museale dei Sibillini, luoghi profondamente segnati dai recenti eventi sismici. Si tratta di una stupefacente serie di capolavori che dialogano con il patrimonio artistico conservato a Senigallia, come la piccola tavola di Perugino, autore anche della monumentale ancona della chiesa di Santa Maria delle Grazie che attesta la grande diffusione del verbo peruginesco nel vasto territorio centro italiano, ma anche le tavole di Vittore Crivelli che testi- moniano la fortuna dello stile forbito elaborato nelle fiorenti botteghe lagunari in continuo dialogo con il contesto adriatico. La esposizione si estende fino al Settecento, con una serie di dipinti di Corrado Giaquinto, l’artista pugliese che ha operato nelle maggiori capitali italiane ed europee muovendo da Molfetta per poi approdare a Roma, Torino e Madrid dove riscosse incondizionati apprezzamenti per la leggiadria delle sue composizioni. Sui banchi della fiera di Senigallia non era poi difficile trovare in vendita anche le nature morte di affermati specialisti italiani del genere, opere di grande successo per il loro valore decorativo che nella mostra è testimoniato dalle tele di due pittori come Spadino e Cristoforo Munari.