Promozione - Distribuzione

Grossista - Libreria Online
Sconto del 15%!!

Un invito a organizzarsi

Diventa il primo a recensire il prodotto

Disponibilità: Disponibile

€ 9,00
O

Introduzione Veloce

Dopo 50 anni la Lettera a una Professoressa può disturbare ancora?
Lettera a una professoressa comincia con un avvertimento:
“Questo libro non è scritto per gli insegnanti, ma per i genitori. È un invito a organizzarsi”

Un invito a organizzarsi

Rimpicciolisci
Ingrandisci
Titolo Un invito a organizzarsi
Sottotitolo Dopo 50 anni la Lettera a una Professoressa può disturbare ancora? Lettera a una professoressa comincia con un avvertimento: “Questo libro non è scritto per gli insegnanti, ma per i genitori. È un invito a organizzarsi”
Autore AA VV
ISBN 9788865001271
Editore Libreria Editrice Fiorentina
Pagine/durata 104
Spedizione immediata

Dettagli

Per accendere la miccia di questa provocazione si sono raccolte le testimonianze di genitori che hanno deciso di fare il loro sforzo per riappropriarsi della sovranità genitoriale secondo quanto stabilito dall’art.30 della costituzione e di echeggiare un’altra provocazione complementare: “Eccoti dunque il mio pensiero: la scuola non può essere che aconfessionale e non può essere fatta che da un cattolico e non può esser fatta che per amore (cioè non dallo Stato). In altre parole la scuola come io la vorrei non esisterà mai altro che in qualche minuscola parrocchietta di montagna oppure nel piccolo di una famiglia dove il babbo e la mamma fanno scuola ai loro bambini.” (don Lorenzo Milani, Lettera a Giorgio Pecorini del 10.11.1959) Su questa idea di Scuola come Uso Civico abbiamo chiesto il parere di insegnati della scuola pubblica, di famosi esperti pedagogisti come Tullio De Mauro che ci ha mandato uno degli ultimi interventi prima della sua morte e poi Eraldo Affinati, Sandro Lagomarsini e altri. Dal 1967 a ora la Lettera è stata interpretata spesso come una spina nel fianco della scuola di stato per riformarla. Ne sono derivati dei tentativi monchi perché il messaggio della Lettera non è riformatore ma rivoluzionario. Infatti la professoressa Vera Spadoni a cui la lettera era indirizzata era una delle migliori insegnanti della scuola di stato, una sua ideale rappresentante, stimata dai suoi alunni. Un’interpretazione che finora non ha avuto corso è che la Lettera sia un manifesto a favore di un altro tipo di scuola pubblica nè di stato nè privata. L’Art. 30 della nostra Costituzione recita “ è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli”. Come può la repubblica garantire questo diritto anche agli ultimi, ai privi di mezzi economici e culturali? La risposta a questa domanda rende il Manifesto della Scuola di Barbiana ancora profondamente attuale e chiede allo stato di rinunciare al suo monopolio sulla scuola pubblica ma di accontentarsi di orientare, porre un freno alle ingiustizie ma liberalizzare i comportamenti virtuosi.