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L’uso politico del napoletano
- Autore: Vincenzo D’Amico
- Editore: D'Amico Editore
Giornalismo e poesia dal 1799 alla Belle Époque
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Il dialetto napoletano è noto in tutto il mondo per le canzoni e il teatro.
In passato, in occasione di importanti
rivolgimenti, è stato anche indispensabile veicolo di messaggi politici. In
questo libro viene analizzato l’uso del
napoletano adoperato per circa un
secolo: dalle spieghe dei rivoluzionari
del 1799 fino ai sonetti, spesso amari
e disillusi, pubblicati sui giornali della
Napoli della Belle Époque.
Per la prima volta vengono studiate
fonti primarie poco note, come i giornali dialettali pubblicati a partire dal
1860. Ne emerge un quadro di una società in crisi a causa delle profonde trasformazioni in atto: la centralizzazione
imposta dal nuovo Stato, il passaggio
dalla monarchia assoluta a quella rappresentativa, la perdita da parte di Napoli del suo secolare status di capitale,
il brigantaggio nelle province, le leggi
anticlericali del governo liberale. Tutto
ciò sullo sfondo dei principali avvenimenti europei di quegli anni, come la
lotta per l’indipendenza polacca e le
guerre che prepararono l’unità tedesca.
Il saggio è arricchito da vignette satiriche estrapolate dai principali fogli
esaminati.
Informazioni aggiuntive
Informazioni aggiuntive
| Titolo | L’uso politico del napoletano |
|---|---|
| Sottotitolo | Giornalismo e poesia dal 1799 alla Belle Époque |
| Autore | Vincenzo D’Amico |
| ISBN | 9791255500773 |
| Editore | D'Amico Editore |
| Pagine/durata | 382 |
| Spedizione | in uscita |
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